
Giunto alla quinta edizione e alla vigilia di Expo 2015, esposizione universale dedicata all’alimentazione del Pianeta, a cui la manifestazione guarda idealmente, il Festival Triveneto del Baccalà alza l’asticella della competizione. Agli chef, in gara dal 12 settembre al 3 dicembre in Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, viene infatti tolta la possibilità di usare il merluzzo fresco nella preparazione dei piatti. “Da quest’anno, i concorrenti dovranno dimostrare ancor più la loro abilità di saper innovare un piatto della tradizione e potranno usare il gadus morhua, la specie più nobile del merluzzo pescato nelle acque norvegesi, unicamente nelle tipologie salato ed essiccato oppure stoccafisso”, spiega Luca Padovani, presidente del Comitato organizzatore. Che annovera tra i componenti anche la Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato, la Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina, la Patavina Confraternita del Baccalà e la Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati di Rovereto, oltre al più grande importatore di stoccafisso del Nord Italia, Tagliapietra e Figli di Mestre (VE).
Legenda foto:
da sx Lorenzo Pavan (Confraternita Baccalà Mantecato), Lina Tomedi (Confraternita Bacalà alla Vicentina), Daniele Tagliapietra (Tagliapietra e Figli), Luciano Righi (Confraternita Bacalà alla Vicentina), Luca Padovani (presidente Comitato Organizzatore del Festival), Gianni Caprioglio (Confraternita Baccalà Mantecato), Fabio Legnaro ( Patavina Confraternita del Baccalà), Franco Favaretto (chef patron Baccalàdivino e coordinatore Giuria Stellata Gara Finale)