Il Ristorante al Castello Superiore costituisce da più di quaranta anni un punto di riferimento per tutti coloro che visitano la città di Marostica. Posizionato sul Colle Pausolino, dalle sue finestre è possibile ammirare uno splendido panorama. Il Ristorante al Castello Superiore dal 1997 è gestito dalla “Rosina” e dallo Chef Stefano Nardello. La cucina propone piatti ispirati alla genuinità della tradizione e prodotti del territorio.
Abbiamo intervistato Stefano Nardello, lo Chef del Ristorante al Castello Superiore, che venerdì 28 ottobre ospiterà la ventiquattresima tappa del Festival Triveneto del Baccalà – Trofeo Tagliapietra, edizione 2016:
1. In tre parole come descrive la sua cucina?
Cucina tradizionale, rivisitata, con particolare attenzione ai prodotti locali.
2. Come definirebbe il suo ristorante?
Storico e classico.
3. Lei sta realizzando le tre ricette in gara al Festival Triveneto del Baccalà – Trofeo Tagliapietra: a cosa s’ispirerà per la loro ideazione?
Al territorio e alle mie contaminazioni culinarie e culturali.
4. Quali sono le caratteristiche e peculiarità del menù che parteciperà al Festival?
Cosa vorrebbe trasmettere?
Il menù sarà calato nel territorio e spero che lo valorizzi.
5. Perché ha deciso di partecipare al Festival Triveneto del Baccalà?
Utilizza già il baccalà e lo stoccafisso nelle sue proposte culinarie?
Abbiamo deciso di partecipare perché confrontarsi significa migliorarsi.
Sì, il baccalà lo abbiamo già sperimentato in diverse ricette.
6. Il baccalà secondo lei è più tradizione o più innovazione?
Ha un ricordo legato a questo prodotto?
Il baccalà nel vicentino significa soprattutto “alla Vicentina”. La tradizione è molto forte, viscerale. Ogni famiglia ha la sua ricetta e quando ti confronti con un ospite ti dirà sicuramente “buono, ma quello che faceva o fa mia madre era è o fatto così…”. Proporre qualcosa di innovativo è molto difficile e bisogna farlo con molta attenzione. Con il baccalà non si scherza.
Il mio ricordo è legato a un modo di dire che sentivo ripetere sempre quando ero piccolo: lo stoccafisso deve essere battuto da un fabbro e condito da uno stagnino.
Mi sono accorto in seguito, quando ho cominciato a lavorarlo, che è proprio così: la carne dello stoccafisso è estremamente delicata e necessita di molta cura. È un ottimo banco di prova perché può amplificare le capacità ma anche i difetti di un cuoco.
Ristorante al Castello Superiore
Via Cansignorio della Scala, 4
Marostica (VI)
Tel. 0424 73315