A spiegare le origini del Festival è Ettore Bonalberti, Presidente Onorario e ideatore della manifestazione

L’idea del Festival nasce dalla lettura del libro di Mark Kurlansky : “Merluzzo, storia di un pesce che ha cambiato il mondo” e da un dibattito tra me e un caro amico, al tempo in cui presiedevo l’Icram (Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare). Il mio interesse per il “baccalà”, nasce anche dal fatto che era il piatto per eccellenza di mio nonno e della mia famiglia nei venerdì di astinenza.

Inoltre, già da diversi anni, nell’ambito di un’altra manifestazione gastronomica che si tiene nel Nordest, il “Piatto di Natale”, promossa dal quotidiano Il Gazzettino per il suoi lettori, avevamo dedicato un premio, da sempre offerto dalla ditta Tagliapietra e Figli, alla migliore ricetta del baccalà.

L’amicizia con i due presidenti delle Confraternite del Baccalà alla Vicentina (Luciano Righi) e Dogale del Mantecato (Giovanni Caprioglio), insieme alla preziosa collaborazione di Mastro Franco Favaretto, chef patron del Baccalàdivino di Mestre e dell’Accademica della Cucina Italiana Anna Cortesi, da sempre coordinatrice della segreteria del Festival, fecero il resto.

L’idea di fondo era semplice: superare l’oramai classica utilizzazione dello stocco nella versione alla vicentina e mantecato alla veneziana (le migliori delle quali resta sempre quella della nostra mamma o della nonna) e chiedere ai ristoratori di cimentarsi in nuove e originali ricette di antipasti, primi e secondi.